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05/12/2025
di Umberto Mastromartino
La strage di Stato:
Sappiamo tutti che non sono vere le cifre fornite dalla TV sui “1000 morti nei primi 5 mesi mesi del 2025: in Italia, riferisce Antonio GRAVINO responsabile provinciale dell’AIFVS Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada – aps, la strada “produce” ogni anno piu’ di 8.000 morti, sono questi i dati ospedalieri dell’Istituto Superiore di Sanità, quasi uno ogni ora, 8 volte piu’ dei caduti sul lavoro, quasi il doppio che alla Torre Gemelle; che ogni anno sulle nostre strade muoiono 2.000 ragazzi dai 12 ai 24 anni, piu’ di 2200 donne, 100 bambini; che alla domanda dell’Unione Europea di diminuire del 4% all’anno il numero dei morti, il nostro Paese ha risposto nel passaggio dal 1999 al 2024 con un aumento del 4,7%, nonostante l’obiettivo imposto dall’Europa, VITTIME 0 nel 2020.
Sappiamo pure, che Vi sono ancora sempre 300 mila feriti, dei quali 20 mila con invalidità permanenti gravi, superiori cioè al 33% e fino al 100%.
A questi numeri spaventosi vanno aggiunte le migliaia di familiari dei morti e degli invalidi gravi, per un totale che quanto a dolore e perdita della qualità della Vita, fa dell’incidentalità stradale una vera e propria guerra, infinitamente piu’pesante, in termini assoluti e in particolare per l’Italia, di quelle condotte in medio Oriente.
Non c’è da meravigliarsi dunque che qualcuno reagisca, si organizzi per dire “BASTA” si costituisca in una struttura che vuole arrivare, come indica il nostro slogan “ FERMARE LA STRAGE STRADALE E DARE GIUSTIZIA AI SUPERSTITI”, muovendosi contemporaneamente per la prevenzione e per la giustizia, con le oltre 80 sedi provinciali e a livello nazionale, chiedendo attenzione e offrendo collaborazione ma pure proponendo espresse denunce alle Procure, contro il Ministero dell’Istruzione che non adempie all’obbligo di legge di impartire l’EDUCAZIONE STRADALE in TUTTE le SCUOLE, contro quello del Ministero dell’Interno che lascia l’organico della Polizia Stradale ai livelli degli anni 70, contro i vertici della Rai, che della strage non parlano e non informano come sempre per legge dovrebbero.
Perché di una cosa siamo fermamente convinti, che i primi responsabili della strage, non sono le case automobilistiche e le industrie dell’indotto, ma le Istituzioni, cioè i parlamentari e i governanti di ogni colore, sia chiaro, che chiamati dal popolo a fare gli interesse generale vengono meno al loro primo dovere, quello di salvare la Vita dei cittadini che li hanno eletti, opponendosi allo strapotere degli interessi “forti” che mirano, e giustamente, ripeto, solo al profitto.
Fa certo comodo dire che no, la colpa è dei giovani imbenzinati, dei conducenti dei Tir che non rispettano i riposi legge, della nostra natura latina e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ma proviamo a considerare che quel “responsabile” non ha avuto nella scuola dell’obbligo, l’educazione pure prevista dalla legge; è stato autorizzato e anzi incitato a condurre veicoli a motore sulle strade urbane ed extraurbane senza alcun tipo di istruzione stradale, e ciò nel periodo dai 14 ai 18 anni nel quale si interiorizzano, o meglio si dovrebbero interiorizzare, le regole del vivere in società, mentre è sottoposto giornalmente a bombardamenti pubblicitari sulla potenza e l’aggressività di motori e personaggi, mentre la televisione evita accuratamente di indicare i veri termini e soprattutto i motivi della strage; soprattutto sa che che se ferisce o uccide, non sarà perseguito dalla giustizia, perché non c’è giustizia in Italia per le Vittime degli incidenti cosiddetti “colposi”, sa cioè che l’unica pena economica sarà, anche se avrà ubriaco ucciso bambini (ed accade), l’aumento del malus assicurativo, lo stesso che affronterebbe ammaccando un paraurti e che non ci sarà sanzione penale perché uno- due bambini non valgono piu’ di 8-10 mesi di reclusione, contro i 7-6 mesi per l’uccisione di adolescenti o adulti, ovviamente da non scontare perché con la condizionale, nella sede di patteggiamento che il GIP gli darà per evitare allo Stato la spesa e la fatica di un processo.
Perché dunque il cittadino di uno Stato che non dà istruzione, né controlli, né giustizia, non dovrebbe uccidere o uccidersi?
Perché se il suo ministro dei trasporti afferma contro la verità scientifica e statistica che la velocità non provoca incidenti perché rende piu’ attenti, mentre vuole alzare i limiti di legge da 130 a 150km/h.
Amore e rispetto per la salute e la Vita sono la nostra civiltà, non le catene di montaggio e i bilanci delle società per azioni, non ottomila morti e trecentomila feriti ogni anno.
La nostra Associazione, noi cioè che abbiamo perduto sulla strada i nostri cari, possiamo e dobbiamo testimoniare di quanto la strage sia grave, di fronte agli interessi di pochi e alla indifferenza o meglio alla complicità dello Stato.
Oggi alziamo e alzeremo sempre piu’ forte la nostra voce, la richiesta di sicurezza e giustizia, grazie a Loro che morendo ci hanno dato questo ultimo dono, la volontà di lottare per gli altri e grazie a chi, come Noi, ci comprende e si impegna nella stessa direzione
Antonio Gravino
Responsabile provinciale
AIFVS APS