SAN SVERO: LA POLIZIA DI STATO ESEGUE UN’ORDINANZA CAUTELARE PER OMICIDIO.
In considerazione dell’evidente interesse pubblico a che sia data notizia delle azioni di contrasto che l’Autorità Giudiziaria e le Forze dell’ordine mettono in campo per debellare i molteplici fenomeni criminali commessi nella provincia di Foggia, anche al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini su tali manifestazioni criminali e accrescere il senso di sicurezza della comunità, si comunica quanto segue.
Questa mattina, la Polizia di Stato, all’esito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha dato esecuzione all’ordinanza emessa dal G.I.P. che dispone l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio della moglie, avvenuto il 27 settembre 2024 sulla Strada Provinciale nr.13, in agro di San Severo.
Il complesso e articolato lavoro investigativo ha avuto inizio sin dalle prime ore dopo il fatto, allorquando personale della Polizia di Stato interveniva per un presunto incidente stradale, con conseguente incendio dell’autovettura all’interno della quale viaggiavano l’indagato e la moglie, poi perita.
In base a quanto riferito dall’uomo, conducente del veicolo e sopravvissuto al sinistro, la donna sarebbe deceduta a causa dell’incidente stradale che sarebbe avvenuto a causa dell’urto del loro veicolo con un altro proveniente dal senso opposto di marcia. Questo impatto avrebbe provocato la fuoriuscita dell’autovettura familiare dal manto stradale e il conseguente impatto con un albero, che avrebbe poi determinato la momentanea perdita di coscienza dei coniugi e l’incendio dell’auto, dalle cui fiamme veniva interessato subito l’abitacolo estendendosi agli abiti della donna, rimasta intrappolata all’interno.
Tuttavia, sin dal primo intervento del personale della Polizia Stradale, è emersa una certa incongruenza tra lo stato dei luoghi e quanto dichiarato dall’uomo tanto che la Procura della Repubblica, al fine di svolgere mirati approfondimenti sulla vicenda ed escludere possibili condotte dolose, ha interessato la Squadra Mobile di Foggia, incaricandola per la successiva attività investigativa.
In effetti, pochi giorni dopo il tragico evento, l’uomo ha visto mutare il titolo di reato a lui ascritto da omicidio stradale a quello,più grave, di omicidio volontario.
Le indagini, consistite nella disamina di sistemi di videosorveglianza, attività informativa e soprattutto tecnica - con il coinvolgimento anche di consulenti tecnici esperti in diversi settori necessari per valutare la credibilità di quanto rappresentato dall’indagato - hanno fatto emergere palesi incongruenze rispetto alla ricostruzione fornita.
Attraverso il considerevole compendio probatorio, acquisito e alimentato negli oltre nove mesi di attività investigativa, è stato possibile ricostruire le fasi antecedenti e preparatorie del delitto, nonché i momenti successivi e le possibili motivazioni che avrebbero indotto l’indagato a commettere il delitto, da individuarsi, principalmente, nell’intreccio tra il movente passionale e quello economico.
Inoltre, il meticoloso lavoro investigativo ha consentito di valorizzare una serie di elementi utili a sostenere la tesi, recepita anche nell’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari, per cui quanto accaduto non sarebbe stato occasionale ma frutto di una perdurante determinazione a commettere il delitto senza ripensamenti e senza soluzione di continuità.
Infatti, come può desumersi dall’ordinanza che dispone la misura cautelare della custodia in carcere, e come richiesto e ottenuto dalla Procura della Repubblica, il titolo di reato contestato all’indagato è quello di omicidio premeditato, ai danni dellaconiuge.
Giova rammentare che il procedimento penale in discorso si trova nella fase delle indagini preliminari per cui corre l’obbligo di evidenziare come, stante il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, la persona indagata non può essere considerata colpevole fino all’eventuale emissione, nei suoi riguardi, di una sentenza definitiva di condanna.



