La Polizia di Stato, dettagliatamente personale del Commissariato di P.S. di San Severo, nell’ambito di mirati servizi volti al contrasto dei reati predatori, in località Apricena, ha tratto in arresto due soggetti ritenuti responsabili di rapina, truffa aggravata, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.
Il personale procedente, durante le attività di perlustrazione delle aree urbane della città, ha notato un giovane con fare sospetto nei pressi di un palazzo. Dopo alcuni minuti, il ragazzo veniva notato mentre saliva su un’autovettura, all’interno della quale ad attenderlo c’era un altro giovane alla guida. A causa del fare sospetto dei due soggetti, gli stessi venivano seguiti a distanza dagli agenti per le vie del centro urbano.
Dopo una breve tratto percorso a bordo dell’autovettura, uno dei due giovani scendeva dal veicolo, dirigendosi verso un’abitazione, mentre l’altro conducente rimaneva a bordo, parlando al telefono. Il ragazzo a piedi successivamente suonava il campanello di un appartamento e, poco dopo, sopraggiungeva un’anziana donna impegnata in una comunicazione telefonica.
Dopo un breve dialogo, la signora permetteva al soggetto di entrare nello stabile.
In conseguenza di ciò, gli operatori decidevano di controllare il soggetto rimasto in auto, il quale, accortosi di ciò, tentava la fuga. Ne scaturiva un inseguimento per le strade di Apricena, all’esito del quale l’uomo veniva bloccato e messo in sicurezza.
Nel frattempo, ulteriori operatori raggiungevano l’abitazione della donna e la stessa, visibilmente scossa e in lacrime, riferiva di aver consegnato diversi monili in oro all’uomo che precedentemente aveva fatto entrare nella propria abitazione. Accertata la situazione di reità e la consumazione della truffa, gli operatori, riuscivano a raggiungere il soggetto e, dopo aver vinto una strenua resistenza, riuscivano a bloccarlo, bloccandone la fuga.
Ultimate le formalità di rito, su disposizione dell’A.G., i due giovani venivano associati presso la Casa Circondariale di Foggia.
La tempestività dell’intervento ha consentito di recuperare l’intera refurtiva, che è stata in seguito riconsegnata alla vittima.
Risulta fondamentale evidenziare come il procedimento penale in discorso pende nella fase delle indagini preliminari; a tal fine corre l’obbligo di affermare che, stante il principio costituzionale
della presunzione di non colpevolezza, le persone indagate non possono essere considerate colpevoli fino all’eventuale emissione, nei loro confronti, di una sentenza definitiva di condanna.
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