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25/05/2026

Comunicato stampa Unisic
Chiude L'Ufficio Impresa

di Umberto Mastromartino

Roma, chiude l'Informagiovani:

protestano gli studenti pugliesi

 

Addio al servizio pubblico di orientamento

 

Dopo 30 anni di onorato servizio, potrebbe chiudere il Servizio pubblico e gratuito di orientamento “Informagiovani” di Roma, ubicato all’interno dell’area del Mattatoio a Testaccio. Un notizia ferale soprattutto per gli oltre 250mila studenti universitari della Capitale, di cui una buona fetta è costituita dagli studenti universitari pugliesi. 

Il servizio "Informagiovani" di Roma costituisce l’unico presidio pubblico e relazionale rimasto nella Capitale per aiutare i giovani a orientarsi nel presente e nel futuro. Con numeri importanti: soltanto da gennaio 2025 a maggio 2026, oltre duemila studenti hanno scelto il servizio per essere orientati e aiutati a progettare il loro futuro. Dietro ognuno di questi numeri ci sono giovani che trovano un orientatore che li ascolta e supporta nelle scelte, che scelgono il servizio con fiducia per aiutare amici e parenti a capire il percorso formativo più adatto, che trovano ed apprezzano un servizio reale e concreto per trovare soluzioni.

A compensare – solo in parte – la chiusura del servizio a Testaccio rimarrebbero il sito web, le pagine social e l’intelligenza artificiale. Ma cancellare il servizio “fisico”, evidenziano gli operatori da oggi in stato di agitazione sindacale, significherebbe abbandonare i giovani alle logiche spietate del mercato e alla solitudine digitale, moltiplicando i problemi anziché tentare di risolverli o di attenuarli. Oltre a depennare l’attività di orientamento e la relazione umana con gli orientatori esperti, verranno meno anche le molteplici attività che hanno fatto del servizio alla Pelanda anche un luogo di progettazione e di innovazione delle attività.

Ma perché il servizio dovrebbe chiudere i battenti? Da quanto emerge dalla riunione sindacale dello scorso 15 maggio, il Comune di Roma avrebbe deciso di smantellare lo storico “Informagiovani” per favorire il “sofferente” servizio bibliotecario, a cui sarebbe destinato il personale attualmente in forze al noto punto di orientamento a Testaccio. Benché qui ci sarebbe una seconda incongruenza: come si conciliano tra loro due professionalità differenti quali quella degli psicologi che dovrebbero operare a fianco dei bibliotecari?

“Non è un semplice taglio di bilancio – spiegano i sindacalisti - è la rinuncia politica a prendersi cura delle nuove generazioni. In un periodo storico e culturale in cui la comunità scientifica e anche la politica sono concordi nel riconoscere il problema dell’isolamento digitale dei giovani, con tutte le conseguenze psicologiche che ne derivano, i ragazzi romani si ritroveranno soli ad interfacciarsi con un device. Questo significa lasciare i giovani ancora più soli, privandoli dell’unico ‘Informagiovani’ di Roma, uno spazio permanente di accoglienza e di orientamento mirato, personalizzato e gratuito dedicato interamente a loro”.

“Ci auguriamo che la decisione di chiudere il ‘Centro Informagiovani Roma Capitale’ possa essere rivista, con la volontà di continuare ad accompagnare le ragazze e i ragazzi nelle scelte, proprio come si continua a fare in tutte le grandi città italiane ed europee e non lasciandoli soli davanti a un device. Nella convinzione che anche Roma desideri che la luce splenda negli occhi dei nostri giovani e che non sia il riflesso della luce di uno schermo – si legge in una nota.


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