Cultura
08/06/2026
di Umberto Mastromartino
L’anastilosi, lo studio e la consapevolezza: ecco il restauro dei monumenti antichi nella formazione degli Architetti BAT
Evento organizzato a Palazzo Covelli dall’Ordine con la presenza della Soprintendente arch. Anita Guarnieri
Ricomporre pezzo dopo pezzo, frammento dopo frammento antichi monumenti colpiti dal degrado del tempo recuperandone realmente la forma originaria ed inserendoli nei contesti spesso divenuti urbani delle città. Si chiama anastilosi ed è una tecnica di restauro di cui si è parlato in un seminario organizzato dall’Ordine degli Architetti PPC BAT promosso dalla Commissione Cultura e Pari Opportunità con un obiettivo semplice ma chiaro: mettere attorno ad un tavolo la Sprintendenza, l’Università con il Politecnico e la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, sino ai professionisti che operano sul campo tutti giorni e cioè gli Architetti così da poter lavorare assieme e formarsi su quelle che sono le tecniche e gli esempi di sfide passate e future per conservare un patrimonio meraviglioso come quello Italiano. Un seminario che ha permesso quindi di approfondire la ricerca storico-critica e le pratiche di conservazione del patrimonio architettonico grazie ai tanti qualificati interventi a partire dall’arch. Anita Guarnieri, Direttrice del Castello Svevo di Bari – Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia e Soprintendente ad interim della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani. E’ stata la sua preziosa relazione a dare importanti spunti per un lavoro essenziale di coordinamento tra professionisti e Soprintendenza che nella BAT può contare su una importante collaborazione volta a tutelare il prezioso patrimonio storico-architettonico presente: “La nostra storia è la nostra mamma - ha spiegato nel suo intervento la Presidente della Commissione Cultura e Pari Opportunità dell’Ordine degli Architetti PPC BAT arch. Francesca Onesti - se non si conosce il passato il futuro è molto incerto e anche discutibile, come purtroppo vediamo spesso nelle periferie delle nostre città. E questo rapporto è per noi essenziale soprattutto con la Soprintendenza, in questo caso con la fondamentale presenza dell’arch. Guarnieri, ma anche con la scuola di specializzazione per quel che concerne la formazione dei futuri professionisti che poi saranno colleghi in grado di operare nel rispetto di tutti i canoni previsti ma soprattuto con coscienza e consapevolezza come è giusto che sia per lavorare su un patrimonio così meraviglioso come quello che dobbiamo insieme tutelare”.
Le conclusioni sono state affidate al prof. Nicola Martinelli Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari ma il cuore del seminario sono state le relazioni delle professoresse Monica Livadiotti e Valentina Santoro, docenti rispettivamente di Storia dell’Architettura e di Restauro dei Monumenti presso il Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design del Politecnico di Bari. Attraverso il dialogo tra le due discipline, le relatrici hanno ripercorso alcuni significativi casi di studio del Novecento e hanno presentato esperienze maturate direttamente sul campo, in Italia e all’estero: “Questa provincia è una provincia a cui tengo molto perchè ha un patrimonio molto ricco e soprattutto monumentale - ha spiegato l’arch. Santoro - Su questo territorio per esempio negli ultimi anni abbiamo fatto un lavoro importante di concertazione in questi 4 anni e mezzo tra amministrazioni pubbliche e tecnici del territorio. L’obiettivo è lavorare assieme non dando semplici prescrizioni su come intervenire o migliorare i progetti proposti, ma sedendoci attorno ad un tavolo e cercando di affrontare in modo congiunto la risoluzione dei problemi. L'importanza del patrimonio è tanta ed è anche ben nota, però è importante sapere che per poter lavorare bene anche in maniera consapevole su questo nostro patrimonio, per poterlo tramandare al futuro, bisogna conoscere e studiare l'importanza della storia, della storia dei monumenti, della storia del territorio ed anche lavorare in maniera sinergica con tutti gli attori e con la comunità”.
“La ricerca storica è alla base dell'applicazione tecnica - ha spiegato l’arch. Liviadotti - specialmente per quanto riguarda l'architettura antica. Noi siamo spesso in presenza di edifici allo stato di rudere, che sono stati a loro volta deprendati, sono diventati cava di materiale da costruzione. Grazie all’anastilosi, per esempio, e con un grande lavoro di concerto, noi storici ed architetti cerchiamo di raccogliere tutti i dati che possiamo ancora recuperare per ricostruire prima di tutto graficamente l’immagine, un lungo lavoro di conoscenza del monumento che deve essere alla base di qualunque progetto di restauro. Progetti che poi devono essere consapevoli e di grande attenzione”.
“E’ per noi motivo di grande orgoglio continuare ad ospitare eventi di così importante portata - ha spiegato il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC BAT arch. Andrea Roselli - mi preme ringraziare tutti i relatori ed in particolare la Soprintendente arch. Guarnieri che ci onora spesso della sua presenza essenziale per costruire un ponte efficace formativo tra il nostro lavoro quotidiano e le direttive sul contesto di salvaguardia del nostro patrimonio. La formazione è per noi il primo asse fondamentale per lavorare su di un territorio che tutti assieme dobbiamo proteggere e valorizzare attraverso bellezza, consapevolezza e contesto”.
Ufficio Stampa
Ordine degli Architetti BAT
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