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Politica

09/09/2019

Movimento 5 Stelle
Piccole Italia

di Umberto Mastromartino

“Ripartire dal territorio recuperando uno spazio di partecipazione e di dimensione collettiva a contatto con le istituzioni più vicine. Di questo si parla nel libro Piccole Italie di Enrico Borghi, che abbiamo presentato insieme all’autore ad Orsara di Puglia, grazie all’iniziativa lodevole del sindaco Tommaso Lecce”.

Si esprime così l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchioa seguito del convegno orsarese sulle "Le piccole Italie" tenutosi nell’Auditorium comunale di via Giuseppe Di Vittorio lo scorso venerdì e organizzato dalla ISSUP di Orsara con il patrocinio della locale Amministrazione comunale. Insieme all’onorevole Enrico Borghi, Segretario d’Aula alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico, hanno partecipato anche il sindaco di Biccari, il sindaco di Monteleone ed il sindaco di Castelluccio dei Sauri. Nel corso dell’incontro si è dibattuto delle problematiche che vivono le aree interne, i piccoli comuni e su quali possano essere le potenzialità di crescita e sviluppo sostenibile, in armonia con il territorio.

“Dopo la fine dell’interventismo statale e la crisi del regionalismo- continua il deputato pentastellato- occorre aprire una riflessione su cosa possano rappresentare i territori nella sfida della modernizzazione italiana. Non si può solo emigrare dall’Italia dell’osso. Ogni statistica, dallo Svimez in poi, parla dell’emergere in Italia di una vera e propria «questione territoriale», come ha spiegato l’autore Borghi, con una marcata polarizzazione tra territori, quelli costieri e quelli dei grandi centri urbani, nei quali si concentrano opportunità, risorse, servizi e investimenti e aree, e le aree interne dei Piccoli Comuni, che restano il tessuto connettivo dell’Italia, in cui si acuiscono l’invecchiamento, la povertà e la desertificazione. In questi territori sempre più di frequente non si assicurano certezze nel campo dei servizi essenziali quali scuole, trasporti, sanità. Le imprese chiudono o delocalizzano e si riducono le opportunità occupazionali, laddove non ci sono grandi e sparuti poli industriali. Conosco personalmente la situazione dei Monti Dauni e la condizione che i cittadini vivono, c’è un grande patrimonio che abbiamo il dovere di valorizzare, mettendo da parte le remore finanziarie e aprendo una stagione di visione comune, che ancora non riusciamo a sviluppare”.

Conclude l’onorevole Lovecchio: “I Monti Dauni negli ultimi due decenni sono stati deturpati dalle pale eoliche e dalle estrazioni di idrocarburi, ma oggi non ricevono nemmeno più le royalties da quelle aziende sinora accolte con atteggiamento messianico. Ci impegneremo affinché esse siano regolarmente corrisposte ed utilizzate per la sistemazione delle strade dal dissesto idrogeologico e per altri servizi utili alla comunità”.

 


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